sabato 28 febbraio 2009

In tempi di crisi: la cameriera viene sei giorni a settimana

sono stato in viaggio
pochi inverosimili giorni
che a ripensarli ora sono appunto inverosimili per me, per come credevo di essere
fatto all'amore meglio di tutte le meglio volte, "venire nel senso di venire", io e lei
la mia anima che poi stava bene , in punta di labbra e di mani, tutto il giorno, le sensazioni e i ragionamenti a palla o zitti a seconda dei casi, in giusta misura.Perfetto.Nessuna rabbia o gioia repressa.Tutto fuori.Tutto.

Scritto e letto, niente.
Ora a casa non dormo la notte.Mi svegliano sogni in cui parlo con gente con la barba che dice di aver scopato la mia attuale donna.Bah.La mente che mente.Al risveglio già non frega più niente.

Nel giardino fiori ovunque.Caldo quanto basta per sentire voglia di un tuffo, di oziosi pensieri e gintonic, di pelle al sole.Si sa.

Non scrivo delle cose brutte, orrende, che pure mi capitano.Non vale la pena.Elaboro quasi all'istante ormai.questo mi sembra un bene.

Cellulare spento.Mail senza controllare.Soldi pochi ma buoni.So cosa voglio dire.

Corsa corsa tanto sport.Il corpo non mente.Pure questo si sa.

Ed ho strane pulsioni omicide verso chi non rispetta le regole e le inflessioni dialettali che ormai sono solo sintomo della volgarità.Il luogo comune trionfa in me. Me ne beo.Ci sguazzo.E' un mare di beate verità.E sarà sempe peggio.

Solo la lettura resituisce qualcosa di umano.Ma per niente condivisbile.Solo un vero legame uomo donna ( per quel che mi riguarda ovvio) mi salverebbe dal disastro, ma dispero di me e di lei.Con tutto il bello che la coscienza di questa disperazione resituisce ai nostri incontri.Tutti sull'orlo del non esserci e dell'esserci.Qui e ora.Poi chissà.

Vivo nell'ovvietà del cambio di stagione.

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