Del tempo perso in bocca a qualcuno si ha sempre un buon ricordo.
Oggi mi ha tirato per la cravatta hermes fin dentro al suo ufficio.Dico tirato come un cane.Dico, sentivo la pelle bruciare, il collo della camicia bianca che non teneva più il bottone.Mi ha tirato con tutte e due le mani.Ho sbattuto la spalla sullo stipite della porta.Poi mi sono ritrovato a terra.Siamo caduti a terra.Devo averle dato una testata in bocca.Infatti aveva il labbro inferiore gonfio e sanguinolento.Ha leccato il sangue.Poi la mia faccia.Poi,stesa a terra, con me sopra, scalciava contro la porta per chiuderla.Ha rotto un tacco.Io ancora ero vestito.Ancora ero in me.Ho fatto per alzarmi ma mi ha tenuto giù.Mi ha spinto la testa fin tra le gambe come farebbe un uomo ad una donna.Non aveva mutande.Forse lì ho perso la calma.Non mi andava così.Le ho dato un morso proprio lì.Non ha urlato.Ha alzato il bacino e me lo sbatteva in bocca.Una pazza.Sono stato fermo.Solo , ho aperto la bocca a dismisura.Fino a che non è venuta.L'ho guardata e rideva.Mi ha detto: scopami.Io volevo piangere.Ho pianto un poco.Lei mi ha sputato in faccia.Saliva rosa.Scopami!E uno sputo.Scopami! E un altro sputo.Allora ha fatto uno sguardo tenero.Triste.Tristissimo.Non ho mai visto qualcuno tenere le lacrime sul bordo degli occhi così.E così a lungo.Allora l'ho baciata.L'ho presa per la nuca e l'ho baciata.Ho poggiato la mia lingua sulla sua senza labbra.E non finiva mai di scorrerle dentro.Aveva tutto lo spazio di cui avevo bisogno.Sono tutta tua, stronzo.Sono tutta tua.E le unghie sulla camicia erano rasoi luccicanti.Come i denti.Come le lacrime.Ho visto appena un poco la vena sul suo collo gonfiarsi.Ho sentito la mia esplodere.Poi abbiamo urlato.I capelli strappati.Gli occhi sbarrati.Respirava a bocca aperta.Senza suono.Ma urlava.Un sottile filo di bava, continua.Scendeva dalle mie labbra alle sue.Lei dondolava il capo.
lunedì 26 gennaio 2009
sabato 24 gennaio 2009
oh
Oh...in cosa consiste depredare la mente...
levare le mutande all'immaginazione
fare e strafare il letto
impettitti con la gobba
farsene un vanto
della propria bastardaggine
ora hai freddo
in sordina i pensieri si fanno i cazzi loro
svuotato
ebete
trovi pace nel tuo angolo
e polvere
levare le mutande all'immaginazione
fare e strafare il letto
impettitti con la gobba
farsene un vanto
della propria bastardaggine
ora hai freddo
in sordina i pensieri si fanno i cazzi loro
svuotato
ebete
trovi pace nel tuo angolo
e polvere
transizione
Ed è finita anche oggi.Con in bocca il sapore della paura e del sonno.Mi siedo in macchina.In testa un male come di punteruolo conficcato.Che a tratti si fa dolce.Invita allo svenimento.Poi sento che se riuscissi a piangere starei benissimo.Tutta la mia vita scorrerebbe dinanzi al vetro sporco.E io rivedrei te te e te.E la cosa bella che sono stato in dei momenti.E la mia testa tra le sue mani.E sarei leggero.Da qualche parte devo avere del cioccolato buono.Del cognac e un sigaro che non fumo ma che mi piace tenere in bocca.Cerco di non generalizzare.Di stare sul particolare.Immaginazione a freno.Non so.Ho delle belle scarpe per correre.Ma piove.Vorrei capire se ho fatto bene a lasciarla e lasciarla così. Nel peggiore dei modi.Che palle.Quando sono così non mi sopporto.
venerdì 2 gennaio 2009
2009
in what goes
the western world
me myself?
not a word
I sleep in airports as a broken trolley
wake up on a horse's back
hair in the wind
loose my direction.
You may never see me again , live
How many pixels we need to blow up reality?
the western world
me myself?
not a word
I sleep in airports as a broken trolley
wake up on a horse's back
hair in the wind
loose my direction.
You may never see me again , live
How many pixels we need to blow up reality?
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