lunedì 26 gennaio 2009

instabilità

Del tempo perso in bocca a qualcuno si ha sempre un buon ricordo.

Oggi mi ha tirato per la cravatta hermes fin dentro al suo ufficio.Dico tirato come un cane.Dico, sentivo la pelle bruciare, il collo della camicia bianca che non teneva più il bottone.Mi ha tirato con tutte e due le mani.Ho sbattuto la spalla sullo stipite della porta.Poi mi sono ritrovato a terra.Siamo caduti a terra.Devo averle dato una testata in bocca.Infatti aveva il labbro inferiore gonfio e sanguinolento.Ha leccato il sangue.Poi la mia faccia.Poi,stesa a terra, con me sopra, scalciava contro la porta per chiuderla.Ha rotto un tacco.Io ancora ero vestito.Ancora ero in me.Ho fatto per alzarmi ma mi ha tenuto giù.Mi ha spinto la testa fin tra le gambe come farebbe un uomo ad una donna.Non aveva mutande.Forse lì ho perso la calma.Non mi andava così.Le ho dato un morso proprio lì.Non ha urlato.Ha alzato il bacino e me lo sbatteva in bocca.Una pazza.Sono stato fermo.Solo , ho aperto la bocca a dismisura.Fino a che non è venuta.L'ho guardata e rideva.Mi ha detto: scopami.Io volevo piangere.Ho pianto un poco.Lei mi ha sputato in faccia.Saliva rosa.Scopami!E uno sputo.Scopami! E un altro sputo.Allora ha fatto uno sguardo tenero.Triste.Tristissimo.Non ho mai visto qualcuno tenere le lacrime sul bordo degli occhi così.E così a lungo.Allora l'ho baciata.L'ho presa per la nuca e l'ho baciata.Ho poggiato la mia lingua sulla sua senza labbra.E non finiva mai di scorrerle dentro.Aveva tutto lo spazio di cui avevo bisogno.Sono tutta tua, stronzo.Sono tutta tua.E le unghie sulla camicia erano rasoi luccicanti.Come i denti.Come le lacrime.Ho visto appena un poco la vena sul suo collo gonfiarsi.Ho sentito la mia esplodere.Poi abbiamo urlato.I capelli strappati.Gli occhi sbarrati.Respirava a bocca aperta.Senza suono.Ma urlava.Un sottile filo di bava, continua.Scendeva dalle mie labbra alle sue.Lei dondolava il capo.

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